IL CASTAGNO
LA CONSERVAZIONE

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Il frutto del castagno, una volta raccolto, è facilmente deperibile per cui bisogna ricorrere a particolari operazioni per prolungarne la conservabilità.

METODI TRADIZIONALI

La ricciaia: si realizza un cumulo alto circa un metro con i frutti ancora racchiusi nei ricci, lo si copre con foglie e terra, ed infine lo si innaffia.

La curatura: consiste nell’immergere le castagne in vasche piene d’acqua la cui temperatura deve essere intorno ai 15 C°. I frutti bacati o ammuffiti affiorano e possono quindi essere eliminati. Si instaurano degli utili processi fermentativi che durano 4 - 5 giorni ed impediscono alle muffe e ai microorganismi di attaccare i frutti.

METODI MODERNI

Il mercato, oggi, è sempre più esigente e richiede un prodotto dotato di precisi requisiti qualitativi. Per raggiungere questo obiettivo bisogna seguire le seguenti fasi:

Calibratura: permette di suddividere i frutti in base alle dimensioni (pezzatura = numero di frutti per chilogrammo);

Sterilizzazione: avviene per immersione dei frutti in acqua calda per circa 30 - 45 minuti;

Cernita e spazzolatura: dopo essere state asciugate le castagne passano in un nastro dove sono asportate quelle guaste e successivamente attraverso delle macchine spazzolatrici che rendono il prodotto lucente e di bel aspetto;

Confezionamento: alla fine il prodotto viene confezionato in sacchetti di  iuta o in retine di plastica di varia capienza.

Una volta sterilizzato e confezionato il prodotto può venire conservato fino a 6 mesi in celle frigorifere; altra possibilità di conservazione prolungata e data dalla surgelazione.