IL CASTAGNO
LA CASTANICOLTURA

Il castagno ha

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rivestito, fino ai primi decenni del nostro secolo, su tutto il territorio nazionale, un ruolo di fondamentale importanza per l’economia aziendale e per l’alimentazione delle popolazioni montane.

 

Nel 1932 vi erano in Italia 600.000 ha di castagneti da frutto. A partire da questo periodo si è assistito ad una grave diminuzione del patrimonio castanicolo, che ha raggiunto il suo culmine intorno agli anni ‘50, tanto da indurre molti esperti a dubitare della futura sopravvivenza della casta¬nicoltura da frutto e del castagno in generale. I motivi di que¬sto declino si possono individuare principalmente nell’esodo ru¬rale, più intenso nelle zone di collina e di montagna, nel crollo del prezzo di mercato dei frutti, dovuto al cambiamento delle abitudini alimentari delle popolazioni montane, ma soprat¬tutto alla comparsa e diffusione del cancro corticale (Cryphonectria o Endothia parasitica).

In questi ultimi anni, Cheap Patek Philippe Replicaperò, la castanicoltura è oggetto di un rinnovato interesse, da attribuire in larga parte al favorevole andamento dei prezzi raggiunti attualmente da ca¬stagne e marroni sui mercati nazionali ed esteri, particolar¬mente quando si tratta di prodotti di elevato pregio ottenuti in zone vocate.

Le principali operazioni per il recupero ed il mantenimento dei vecchi castagneti sono le seguenti:

1- Pulizia del sottobosco: lo sviluppo di altre specie arboree ed arbustive, positivo nel caso di boschi naturali o artificiali Panerai Replica destinati alla produzione legnosa, diventa del tutto deleterio per la coltivazione del castagno da frutto.

Per esprimere le proprie potenzialità produttive esso, infatti, ha bisogno di luce, calore, elementi nutritivi ed acqua che le vengono sottratti dalle altre specie.

Per questi motivi tutta la vegetazione arborea ed arbustiva estranea al castagno va eliminata. Ottimale sarebbe anche il taglio della vegetazione erbacea per due volte all’anno, una in luglio e l’altra a fine settembre prima della raccolta del prodotto. L’erba tagliata va lasciata decomporre al suolo per limitare i ricacci e l’evaporazione dell’acqua.

La bruciatura dell’erba e la raccolta delle foglie non va mai eseguita poiché causa la perdita di fertilità nella stazione. Si consiglia, infine, l’eliminazione dei polloni alla base dei tronchi.

2 -  Potatura: le vecchie piante presentano spesso una chioma inserita in alto, molto fitta con rami secchi o deperienti soprattutto a causa degli attacchi del cancro corticale. L’intensità della potatura dovrà essere proporzionata alla condizione vegetativa della pianta, tanto più energica quanto più l’albero si trova in cattive condizioni fitosanitarie. Per le piante in buono stato si adottano potature di alleggerimento atte ad equilibrare la chioma e permettere l’entrata della luce all’interno con conseguente miglioramento produttivo. In caso di piante gravemente colpite dal cancro corticale si usano metodi più energici che prevedono il taglio anche di grosse branche;in questo caso bisogna intervenire nei successivi 2-3 anni per diradare i numerosi ricacci con il fine di ricostituire una chioma equilibrata.

Dalle potature si traggono importanti vantaggi sia dal punto di Cheap Patek Philippe Replica vista fitosanitario sia da un punto di vista produttivo: la qualità dei frutti migliora e la pezzatura aumenta (cioè il numero di frutti per kg diminuisce) garantendo prezzi più elevati al momento della vendita.