IL CASTAGNO
ALCUNI SECOLI FA… al tempo della Serenissima

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di Danilo Gasperini

Quello che oggi rimane è solo parte del ricco e importante patrimonio boschivo dove il castagno regnava sovrano. E per tutta la Valmareno, soprattutto durante i secoli dell'età moderna, tra quattro e settecento, il castagno costituì una risorsa integrativa importante per tutta la popolazione.

Centinaia di ettari venivano goduti e IWC Replica Watches usati pubblicamente: si parlava di “beni comunali” che, pur appartenendo da secoli alle singole comunità, la Repubblica di Venezia, a partire dal secolo XVI, volle con atti ufficiali dare in uso alle stesse comunità. Avevano diritto all'uso dei boschi e dei pascoli comunali tutti i “regolieri”, cioè le famiglie originarie di ogni singolo villaggio. Ogni anno il 21 aprile, giorno di San Giorgio, venivano controllati i cippi confinari che delimitavano le proprietà.

Non solo: la posa dei cippi era a volte seguita da un'operazione di recinzione di parte dei boschi che si decideva di “bandire” all'uso per permetterne il recupero; venivano inoltre nominati dei saltari con l'obbligo di vigilare giorno e notte contro danni e abusi. A seguire l'approvazione da parte di tutta l'assemblea dei capofamiglia, la Regola, di norme e “ordini” relativi a cui faceva spesso seguito la convalida del podestà di Cison, dando quindi agli stessi ordini e alle sanzioni previste valore legale.

Per quanto riguarda i castagni numerose norme regolavano sia l'impianto, la cura, con il proibire severamente il taglio di piè de castagnari giovani, per farne scaloni per le viti, l'utilizzo della legna, vietando di sramare o di raccogliere la ramaglia secca prima delle decisioni della Regola.

Numerose le infrazioni soprattutto per alimentare le fornase da calcina o le carbonaie. Per necessità finanziarie si poteva anche procedere <>, ossia alla vendita all'asta soprattutto dei castagni deperiti. Vietato <>; per cui per la raccolta delle castagne bisognava attendere l'ordine che veniva dato in base all'andamento stagionale; proibito, durante la stagione della raccolta, il pascolo di capre e pecore. Per la foglia il termine utile coincideva generalmente con il 30 novembre, giorno di S. Andrea. Generalmente si procedeva alla divisione del bosco in prese, in porzioni che venivano assegnate a rodolo, a turno, di anno in anno alle famiglie stesse.

Un documento del 18 settembre 1665 ci testimonia invece per Combai una radicata e singolare IWC Replica consuetudine: la raccolta collettiva delle castagne. Si avvicina il momento della raccolta e all'alba, sulla piazza sono radunati i capofamiglia di Combai: vengono eletti tre saltari e tutte le persone, oltre 150, tra cui donne e ragazzi, che procederanno assieme alla raccolta della castagne per poi essere divise in modo equo, secondo i bisogni, tra le stesse famiglie.

La successiva vendita di questo patrimonio, a partire da metà Seicento, e il venir meno di norme collettive e solidali, provocheranno - a partire dal '700, per poi proseguire nell'Ottocento, con la trasformazione dei boschi comuni in demanio, patrimonio dello Stato - il lento ma inesorabile abbandono con conseguente degrado dei Breitling Replica Watches castagneti, decimati poi a inizi Novecento dalla comparsa di alcune malattie.

E per secoli modi e strumenti, pratiche e conoscenze agronomiche, sapienze tecniche si sono tramandate di generazione in generazione, tra bottai (rinomati in Cheap Breitling Replica vallata quelli di Combai), fornasieri, contadini e artigiani.

Contratti, inventari, documenti privati e ufficiali ci testimoniano di questa presenza pervasiva, totale del castagno nella vita privata e sociale delle comunità della Vallata: c'era una civiltà del castagno.